Schefflera tossica?

Tutta la pianta è tossica: anche il contatto con la linfa provoca lesioni oculari e irritazioni delle mucose.
Presenta tossicità estrema per gli uccelli, mentre per uomini e animali domestici la tossicità è bassa salvo ingestione di grandi quantità.
L'ingestione di dosi elevate può causare danni renali acuti, aritmie cardiache e convulsioni.
FAQ
Schefflera è tossica per Umani?
Dopo contatto con le mucose: gonfiore, edemi, vesciche, salivazione eccessiva. Dopo ingestione: difficoltà di deglutizione, vomito, dolore addominale, diarrea. In caso di dosi elevate: aritmie, fascicolazioni, tetania, convulsioni, insufficienza renale acuta. Contatto con la linfa provoca lesioni oculari, congiuntivite e alterazioni cornee. (Basso)
Schefflera è tossica per Gatti?
Sintomi sovrapponibili a quelli umani: irritazione delle mucose, vomito, diarrea, dolore addominale dopo ingestione; lesioni oculari a contatto con la linfa. In caso di ingestione di grandi quantità si possono verificare aritmie e insufficienza renale. (Basso)
Schefflera è tossica per Cani?
Sintomi sovrapponibili a quelli umani: irritazione delle mucose, vomito, diarrea, dolore addominale dopo ingestione; lesioni oculari a contatto con la linfa. In caso di ingestione di grandi quantità si possono verificare aritmie e insufficienza renale. (Basso)
Schefflera è tossica per Cavalli?
Sintomi sovrapponibili a quelli umani: irritazione delle mucose, vomito, diarrea, dolore addominale dopo ingestione; lesioni oculari a contatto con la linfa. In caso di ingestione di grandi quantità si possono verificare aritmie e insufficienza renale. (Basso)
Dettagli tossicità
Dopo contatto con le mucose: gonfiore, edemi, vesciche, salivazione eccessiva. Dopo ingestione: difficoltà di deglutizione, vomito, dolore addominale, diarrea. In caso di dosi elevate: aritmie, fascicolazioni, tetania, convulsioni, insufficienza renale acuta. Contatto con la linfa provoca lesioni oculari, congiuntivite e alterazioni cornee.
Sintomi sovrapponibili a quelli umani: irritazione delle mucose, vomito, diarrea, dolore addominale dopo ingestione; lesioni oculari a contatto con la linfa. In caso di ingestione di grandi quantità si possono verificare aritmie e insufficienza renale.
Sintomi sovrapponibili a quelli umani: irritazione delle mucose, vomito, diarrea, dolore addominale dopo ingestione; lesioni oculari a contatto con la linfa. In caso di ingestione di grandi quantità si possono verificare aritmie e insufficienza renale.
Sintomi sovrapponibili a quelli umani: irritazione delle mucose, vomito, diarrea, dolore addominale dopo ingestione; lesioni oculari a contatto con la linfa. In caso di ingestione di grandi quantità si possono verificare aritmie e insufficienza renale.
Istantanea
Primo soccorso e prevenzione
Primi 30 minuti
- • In caso di contatto con mucose o occhi, sciacquare abbondantemente con acqua tiepida per almeno 15 minuti.
- • Rimuovere eventuali resti di pianta dalla bocca, dalle mani o dal pelo dell'animale per evitare ulteriori esposizioni.
- • Se è stata ingerita una piccola quantità, somministrare acqua o latte per diluire le sostanze tossiche, non indurre il vomito senza indicazione medica.
Contattare il veterinario
- • In caso di ingestione di quantità elevate di parti della pianta.
- • Se si notano sintomi gravi: difficoltà di deglutizione, vomito persistente, aritmie, convulsioni, riduzione della produzione di urina.
- • In caso di lesioni oculari dopo contatto con la linfa della pianta.
Prevenzione
- • Tenere la pianta fuori dalla portata di bambini, animali domestici e uccelli.
- • Indossare guanti durante la manipolazione della pianta per evitare il contatto della linfa con pelle e occhi.
- • Non consumare nessuna parte della pianta, neanche in piccole quantità.
Trattamento e prognosi
- • Decontaminazione della zona interessata e terapia sintomatica con protettori della mucosa.
- • Somministrazione di analgesici in caso di dolore, di glucocorticoidi in presenza di gonfiore grave.
- • In caso di ingestione di quantità elevate, procedere con la sostituzione del calcio e monitoraggio della funzione renale e cardiaca.
Tossicologia professionale
• I cristalli di ossalato irritano direttamente le mucose e i tessuti con cui vengono a contatto, causando edemi e lesioni.
• L'ingestione di grandi quantità di acido ossalico provoca ipocalcemia e precipitazione di cristalli nei tubuli renali, causando necrosi tubulare acuta.
• Il falcarinolo contribuisce all'azione irritante e tossica a livello sistemico.
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Fonti dati
Queste informazioni sono fornite solo a scopo informativo e non costituiscono consulenza medica. In caso di ingestione o sintomi di avvelenamento, consultare immediatamente un medico o un veterinario.


